Debora Tarozzo. Foto di Matteo Lonati

Linfa pro by Robonica

Tempo di lettura: 3 minuti

Serra futuristica, automatica, modulare e “spettacolare”

Se l’idea di poter avere basilico di tutte le varietà (come il basilico lime) e altre spezie, come anche pomodori freschi, tutto l’anno è sempre stata nella tua testa, dovresti prendere in considerazione la serra smart Linfa Pro.

Linfa Pro è una serra smart per la coltivazione idroponica in microclima controllato e simulazione della luce solare attraverso luci LED.

L’idea è stata sviluppata da Harald Cosenza, CEO e fondatore di Robonica, start-up che nasce e produce nel centro di Milano.

Harold Cosenza
Harald Cosenza. Foto di Matteo Lonati

C’è più gusto nei tuoi piatti!

L’idea è molto semplice, riempi la vaschetta dell’acqua (circa 5 lt), inserisci i “vasetti” delle piante che hai scelto di coltivare, i barattoli dei nutrienti e attraverso l’apposita app sul tuo smartphone selezioni le piante in coltivazione ed il gioco è fatto.

Linfa pro regolerà automaticamente le ore di luce (per le fasi di vegetazione ed eventualmente di fioritura e sviluppo del frutto, ad esempio per le piante di pomodori), l’umidità, la temperatura e la quantità di acqua e dei nutrienti.

Poi sempre attraverso l’app puoi controllare lo sviluppo delle tue piantine (infatti è dotata anche di una fotocamera), l’ora dell’alba artificiale ed acquistare i “vasetti” delle piante e dei nutrienti.

Modularità Linfa Pro
Modularità a nido d’ape della serra smart Linfa pro. Foto di Matteo Lonati

Ma la cosa davvero “spettacolare”, oltre ovviamente al design e alla modularità, sono le innumerevoli varietà già disponibili per la coltivazione. Solo per fare alcuni esempi:

  • pomodorino ciliegino, pomodorino sungold, pomodorino mimosa etc;
  • basilico genovese, basilico rubino, basilico lime, etc;
  • chicory green, amarant green, chia green, etc;
  • peperoncino melissa, habanero, etna, etc;
  • prezzemolo, salvia, mentha, menta citrata, menta moroccan, etc;

Spettacolare è anche il fatto che essendo una serra smart, il profumo ed il sapore di ogni singola cultivar sarà nella sua migliore espressione possibile e il tutto senza utilizzare nessun tipo di anti-parassitario.

E’ doveroso specificare che qualora si volesse acquistare la serra smart per la propria casa bisogna tenere in considerazione due fattori che sono la luce e il rumore della ventola di areazione.
La luce, simulando quella solare, è molto forte (ad esempio potrebbe dar fastidio se si vuole guardare un film sul divano con le luci spente e la serra è nello stesso ambiente).
La ventola quando si avvia, tra l’altro molto di rado, si sente. Ma è una criticità che probabilmente interesserà solo chi ha l’orecchio più fino.

Se invece Linfa pro verrà installata in un ristorante, un bar, una gelateria, una pasticceria o qualsivoglia luogo pubblico o ambiente ho.re.ca. sarà proprio il “difetto” della luce ad essere un punto di forza!
La luce, il design e, laddove realizzabile, una parete alveare daranno un impatto visivo notevole e piacevole.


Il costo è quello che ci si aspetta da una attrezzatura di questo tipo. Il tempo da spenderci su è irrisorio ovvero ricaricare l’acqua ogni 10 giorni circa. Le erbe comuni, e i nutrienti hanno un costo superiore alle equivalenti coltivazioni tradizionali, lo stesso però non si può dire dei germogli e delle “micro verdure” per le quali si può notare una notevole convenienza nell’auto-produzione, oltre al vantaggio di avere la massima freschezza immaginabile e possibile.

Aromi super freschi e super profumati
Aromi super freschi e super profumati con Linfa Pro. Foto di Metteo Lonati

In conclusione, se si vuole avere aromi sempre super freschi e super profumati la serra smart Linfa Pro è una aggiunta che non può mancare e che ti darà quel tocco in più in ogni tua preparazione. Soddisfazioni a metro 0 che non si possono avere altrimenti.

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Un “piano” per il proprio sogno

Tempo di lettura: 7 minuti

Ecco alcuni consigli se hai intenzione di aprire un ristorante, un bar, una gelateria o altro evitando che questo si trasformi solo in una lunga serie di sacrifici e insoddisfazioni. Partiamo subito con una domanda:


Ha ancora senso aprire un ristorante?

Secondo il Rapporto Ristorante Top 2019 in Italia si è registrata una spesa di 85 miliardi di Euro per mangiare nei ristoranti nel solo 2018, a fronte però di un saldo negativo tra aperture e chiusure di ristoranti negli ultimi 10 anni. Sono stati infatti 12.440 i ristoranti che dal 2008 hanno dovuto definitivamente chiudere, 34 ristoranti al giorno.

85 miliardi spesi per mangiare al ristorante

in Italia nel 2018

Leggendo un rapporto del genere la risposta pare essere un bel NO. In realtà bisognerebbe indagare un po’ più a fondo per capire quali siano state le cause che hanno portato alla chiusura. In fondo aprire un ristorante equivale ad avviare una attività imprenditoriale che quindi si porta dietro il rischio di impresa come accade per tutte le altre attività.

Aprire un ristorante, però, non può essere ridotto al semplice avvio di una impresa, è qualcosa di più, è la realizzazione di un sogno. Avere un proprio ristorante per poter finalmente servire i piatti come si è sempre desiderato o, nel caso si è un cuoco, cucinarli secondo i propri gusti ed esprimendo la propria tendenza artistica e culinaria, ha davvero senso.

Ovviamente saranno necessari degli accorgimenti affinché il sogno si possa realizzare pienamente e bisognerà scendere a compromessi con la realtà per non rischiare di dover chiudere i battenti ritrovandosi solo con un sogno infranto, ed è questo il motivo per cui ho voluto scrivere questo articolo.


A cosa si è costretti pur di aprire un ristorante!

Purtroppo come dicevo poco fa bisogna scendere a compromessi e sporcarsi le mani con cose che, purtroppo, non hanno niente a che fare con un bel piatto fumante di pasta (o un morbido gelato alla nocciola).

Non basta saper cucinare o conoscere un bravo cuoco. Aprire un attività nel mondo della ristorazione significa avviare una impresa e bisogna “ragionare” da imprenditori, questo significa che per cercare di aumentare il più possibile le probabilità di successo della propria idea bisognerà familiarizzare con concetti come:

  • costi di avviamento;
  • costi fissi e variabili;
  • personale qualificato e non (non guardare solo le skills ma anche il quoziente emotivo!);
  • conoscenze di marketing;
  • capacità di selezionare le materie prime giuste;
  • Studiare il settore (utile il modello delle 5 forze competitive di Porter), ricerca di bisogni non soddisfatti, nicchie non servite ecc.
  • L’umiltà di rendersi conto che potrebbe essere il caso di non aprire (al momento) nessuna attività se non si è in grado di rispettare i proprio impegni;
  • Tenere sempre presente che un imprenditore lavora anche mentre dorme; 🙂
  • e molto molto altro.

Poiché una lista del genere potrebbe scoraggiare è importante sapere che esiste uno strumento che ci può aiutare nell’individuare tutti gli elementi di cui si ha bisogno per procedere con sicurezza nell’avvio e successiva gestione.

Lo strumento in questione è il Business Plan. Spesso sottovalutato o redatto con l’unico scopo di ottenere un finanziamento il business plan in realtà è lo strumento perfetto da utilizzare come guida per il proprio percorso.

Esistono diversi schemi per la redazione di un business plan, come dicevo prima, finalizzati magari all’ottenimento di finanziamenti o da utilizzare per convincere eventuali investitori. Quello di cui invece vi consigliamo l’uso non deve avere uno schema preciso poiché redatto con l’ottica di indagare opportunità esistenti, risorse disponibili o necessarie.


Il Business Plan

Serve per valutare, in tutti gli aspetti aziendali (patrimoniali, economici, finanziari), la bontà dell’iniziativa e in particolare la capacità di generare utili per il sostentamento dell’azienda stessa. In altre parole il processo stesso di redigere un business plan vi spingerà ad interrogarvi e soffermarvi su tutti gli aspetti che ritenete diano senso ad una nuova apertura evidenziando i punti di forza e di debolezza della vostra idea.

Scoprirete così che alcuni argomenti dovrebbero essere approfonditi che, ad esempio, il locale che avete adocchiato non è posizionato strategicamente e quindi è necessario cercarne un’altro.

Il contenuto

Le sezioni che di norma si inseriscono in un piano aziendale sono:

Descrizione del progetto (risponde alla domanda COSA?)
nulla di complesso, una introduzione al vostro progetto.

Persone e ruoli (CHI?)
E’ bene descrivere chi parteciperà al progetto e il ruolo o i ruoli che andrà a ricoprire. Aiuterà così a creare chiarezza su chi farà cosa, se sarà necessario doversi avvalere di personale sin dall’avvio o se si prevede l’assunzione dopo una prima fase di avvio (ad esempio dopo 6 mesi, o dopo aver superato tot vendite/pasti al giorno).

Analisi di mercato (DOVE? ma non solo il dove)
Questa è una parte molto importante, sforzandosi di essere quanto più precisi e approfonditi possibile in questa sezione del piano aiuterà moltissimo a trovare i punti di forza e di debolezza della propria idea.
Infatti nell’analisi di mercato dovremmo inserire le caratteristiche della concorrenza (dove sono posizionati? che qualità propongono? cosa ne pensano i clienti? Che tipo di pubblicità fanno? Utilizzano molto i social network e servizi di advertising? TripAdvisor, recensioni google e recensioni su facebook potrebbero essere utili in questa fase) ma anche fattori critici che si pensa ci saranno come i punti di forza e di debolezza rispetto al mercato (si pensi all’idea di aprire un ristorante signorile in un quartiere universitario) e infine gli obiettivi di vendita.
Per comprendere l’utilità di questa sezione si pensi, ad esempio, all’idea di aprire un ristorante per il quale ci si immagina di dover fare un investimento iniziale di €100.000. Per recuperare questo investimento crediamo ci vogliano 75 clienti al giorno per circa 180 giorni. Attraverso l’analisi di mercato ci si potrebbe rendere conto che la location dove abbiamo aperto non è molto frequentata/trafficata portandoci a calcolare, sopratutto agli inizi, non più di 30/40 clienti al giorni e quindi ad un tempo doppio per recuperare l’investimento iniziale.

Piano di marketing
Anche questa sezione è abbastanza importante. Purtroppo molto sottovalutata, a volte si spera (forse troppo) nel passaparola che ci sarà non appena i primi clienti mangeranno le prelibatezze che gli offrirete! La verità è che anche il miglior menù in circolazione potrebbe fallire se non se ne conosce l’esistenza.
Ricorda che questo business plan non serve a dare risposte ma piuttosto a generare domande in chi lo compila. Domande come:
Come intendo far conoscere la mia attività? Che social intendo usare per connettermi con i miei clienti (Facebook, Instagram, Snapchat, Tik Tok, Twitter ecc)? Devo trovare qualcuno che mi dia una mano a mantenere i miei profili social attivi e coinvolgenti? Devo prevedere da subito un certo budget da investire in marketing?

Descrizione della fattibilità del progetto (economica e tecnica)
In questa sezione le domande a cui bisogna cercare di rispondere riguardano la fattibilità tecnica del progetto, necessità di investimenti in macchinari e impianti, eventuali licenze necessarie, il tutto accompagnato dalla stima economica di quanto sarà necessario che sia quanto più prudenziale possibile (il che significa che se crediamo saranno necessari €100.000 ne considereremo almeno il 10% o il 20% in più ovvero €110.000-120.000).

Redditività attesa
Infine, come ultima sezione non manca che indicare quanto si crede si riuscirà a realizzare/incassare e gli eventuali rischi che possono influenzare negativamente tale stima (un guasto imprevisto, concorrenti che fanno di tutto per rubarci clienti, stagionalità delle vendite, ecc) sempre utilizzando un approccio prudenziale. Quindi se si stima si incasseranno €10.000 a serata abbassiamo questa stima ad un più prudenziale €9.000 (-10%)

Non dimenticate inoltre di cercare di essere quanto più precisi possibile nella stima dei tempi connessi ai vari aspetti sopra descritti e di essere chiari, utilizzando un linguaggio che sia semplice e diretto, ad esempio potreste scrivere nel vostro piano:

“Penso di incassare nei primi tre mesi solo €10.000 al mese, successivamente prevedo di incassare maggiormente anche grazie all’effetto delle sponsorizzazioni su Facebook e magari grazie anche al passaporla”


Bisogna farlo per forza?

Spesso, presi dall’entusiasmo e dalla voglia di fare si prendono le cose sottogamba credendo di avere le risorse necessarie o sperando che si faranno. I numeri mostrati ad inizio articoli mostrano, purtroppo, una realtà un po’ più dura pronta a bastonare chi si affida esclusivamente alla fortuna o alla speranza.

Con la giusta programmazione si potrà far si che i propri sacrifici non siano vanificati da qualcosa che è stata individuata grazie ad un po’ di studio ed analisi del mercato.

Con un po’ di lavoro si potrà redigere il proprio piano aziendale (ricorda che è ad uso personale, per quello finalizzato a finanziamenti si consiglia di rivolgersi ad un consulente che possa guidare nella redazione di un business plan più tecnico e focalizzato in quegli aspetti che interessano i finanziatori) grazie al quale ci si troverà pronti alle varie sfide che ci si pareranno dinanzi durante la realizzazione del nostro sogno.

Se non vuoi farti trovare impreparato ma vuoi approfondire tutti gli aspetti legati all’apertura e gestione di una attività esistono dei corsi studiato proprio per questo come il corso base e quello avanzato sulla gestione dei B&B e delle strutture ricettive.

Ora che sai quanto utile ed importante può essere il piano aziendale, non aspettare ancora e inizia subito a buttare giù le prime righe.

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Iperammortammento del 270%: ancora più vantaggi!!!

Tempo di lettura: 9 minuti

Cosa significa iperammortamento del 270%?

Significa che un’apparecchiatura nuova del costo di 10.000,00 Euro che abbia i requisiti richiesti dalla legge di bilancio acquistata dall’ 1 Gennaio 2019 fino al 31 Dicembre 2019 può essere imputata come costo dell’impresa per 27.000,00 Euro invece che 10.000,00 Euro con evidente vantaggio fiscale per l’impresa.

INFATTI SI ARRIVA AD UN AMMORTAMENTO TOTALE DEL 270% DEL COSTO DELL’APPARECCHIATURA.

Cosa è Industry 4.0?

Con il termine Industry 4.0 si riferisce ad una QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE che cambierà il modo produttivo tramite l’uso diffuso di connessioni wireless e sensori a basso costo.

Questa rivoluzione sarà caratterizzata dall’utilizzo sempre più massiccio di dati ed informazioni, di nuovi materiali, sistemi totalmente digitalizzati e connessi, in pratica, dopo l’internet delle informazioni avremo l’internet delle cose.

Si passa da una produzione in serie ad una personalizzazione di massa e questo richiede di rivoluzionare completamente il sistema produttivo. Il perimetro delle aziende sarà sempre più grande, la rete amplia i confini di fornitori e partner e la complessità assume contorni nuovi.

Servono quindi nuovi strumenti, un nuovo approccio e, soprattutto, consapevolezza nei confronti di una rivoluzione che è già iniziata.

Le prime tre rivoluzioni industriali hanno avuto tempi più lunghi, ora le aziende devono cogliere rapidamente le opportunità della trasformazione digitale.

Piano Nazionale Industria 4.0

Il Piano Nazionale Italiano Industria 4.0 si pone i seguenti obiettivi:

incentivare gli investimenti delle aziende in tecnologie ed aumentarne la competitività;

aumentare la spesa delle aziende in ricerca, sviluppo ed innovazione;

rafforzare la finanza a supporto di Industria 4.0 e delle start up.

Per incentivare gli investimenti privati in tecnologie la legge di bilancio 2019 ha definito nuove aliquote differenziate per l’iperammortamento degli investimenti.

Esse sono:

Iperammortamento del 270% per investimenti fino a 2,5 milioni di Euro
• Iperammortamento del 200% per investimenti oltre i 2,5 milioni di Euro e fino a 10 milioni di Euro
• Iperammortamento del 150% per investimenti oltre i 10 milioni di Euro e fino a 20 milioni di Euro

per investimenti in beni materiali strumentali nuovi che presentino caratteristiche tali da includere tecnologie abilitanti per l’Industria 4.0

Chi può godere del beneficio fiscale dell’iperammortamento del 270% ?

Tutte le imprese italiane di tutte le tipologie e di tutti i settori economici.

A quali beni acquistati si applica l’iperammortamento del 270% ?

Si applica a beni dei seguenti tipi:

Beni materiali (macchine, attrezzature ecc.) elencati in Allegato A della legge.

Beni immateriali (licenze, software, sistemi) elencati in allegato B della legge, indispensabili per far funzionare i beni materiali in allegato A.

I beni immateriali, non indispensabili e non connessi a beni in allegato A, possono godere di un AMMORTAMENTO MASSIMO totale del 140% non del 270%.

Che caratteristiche devono avere i beni?

L’allegato A (beni materiali) elenca tre categorie di beni. A1 – beni strumentali con funzionamento controllato da sistemi computerizzati e/o gestiti tramite opportuni sensori e azionamenti. A2 – Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità. A3 – Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0

L’allegato B (beni immateriali) Programmi e applicazioni acquistati da aziende che già investono in beni materiali in logica Industria 4.0 (Software, sistemi ecc.). L’ammortamento del 140% per i beni immateriali è previsto solo per le aziende che investono anche in beni materiali che godono di iperammortamento del 270% o 200% o 150%.

 

Quali sono le caratteristiche che devono avere le apparecchiature (A1) per godere dell’iperammortamento del 270% ?

I beni acquistati devono avere alcune caratteristiche tassative ed alcune aggiuntive.

Il motivo di questi vincoli è che si vuole spingere l’acquisto di macchine avanzate interconnesse al sistema produttivo e con altre componenti del ciclo di lavorazione.

Ovvero realmente un progetto Industry 4.0 e non un semplice acquisto di nuove apparecchiature.

Infatti l’obbiettivo del piano nazionale è portare la produzione italiana a livelli molto alti di automazione ed interconnessione non solo all’interno della fabbrica ma anche tra imprese che lavorano assieme.

Quali sono le caratteristiche tassative per godere dell’iperammortamento 270% ?

Le macchine in elenco devono possedere tutte e 5 le seguenti caratteristiche: 1 – controllo per mezzo di CNC e/o PLC (vedere nota 1); 2 – interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica; 3 – integrazione con il sistema logistico della fabbrica e/o altre macchine; 4 – interfaccia uomo macchina semplice ed intuitiva (vedere nota 2); 5 – rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza.

Nota 1: La Circolare 4E del 30-3-2017 ha chiarito che la caratteristica del controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller) è da considerarsi pienamente accettata anche quando la macchina/impianto possiede soluzioni di controllo equipollenti, ovvero da un apparato a logica programmabile PC, microprocessore o equivalente che utilizzi un linguaggio standardizzato o personalizzato, oppure più complessi, dotato o meno di controllore centralizzato, che combinano più PLC o CNC (ad esempio soluzioni di controllo per celle/FMS oppure sistemi dotati di soluzione DCS – Distributed Control System).

Nota 2: La medesima Circolare 4E del 30-3-2017, richiamata al punto precedente, ha chiarito che si fa riferimento al concetto del cosiddetto digital twin, ovvero della disponibilità di un modello virtuale o digitale del comportamento della macchina fisica o dell’impianto, sviluppato al fine di analizzarne il comportamento anche, ma non esclusivamente, con finalità predittive e di ottimizzazione del comportamento del processo stesso e dei parametri che lo caratterizzano. Sono inclusi modelli o simulazioni residenti sia su macchina che off-line come ad esempio i modelli generati tramite tecniche di machine learning.

Che caratteristiche devono avere i beni?

L’apparecchiatura deve essere caratterizzata, poi, da almeno 2 tra le 3 seguenti caratteristiche:

  • Sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  • Monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei (macro o micro) parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  • Caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico).

Sempre la Circolare 4E del 30-3-2017 ha chiarito che la caratteristica dell’interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program è soddisfatta se il bene scambia informazioni con sistemi interni (ad esempio sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, etc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (ad esempio protocolli di comunicazione quali TCP-IP, HTTP, MQTT, CoAP, AMQP, DDS, etc.).

Inoltre, il bene deve essere identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (ie indirizzo IP).

Infine il termine fabbrica deve essere inteso come un ambiente fisico dove avviene creazione di valore attraverso la trasformazione di materie prime o semilavorati e/o realizzazione di prodotti; per istruzioni si può intendere anche indicazioni, che dal sistema informativo di fabbrica vengano inviate alla macchina, legate alla pianificazione, alla schedulazione o al controllo avanzamento della produzione, senza necessariamente avere caratteristiche di attuazione o avvio della macchina. In pratica la macchina deve essere dotata di un sistema collegato con la rete aziendale esistente e con alcuni apparati (ad esempio un sistema IPC tipo un Simatic industrial tablet PC, network switch Scalance W, field PC, NETWORK SERVER).

Analisi Tecnica dei requisiti del forno combinato Lainox 

Tutti i forni Lainox della gamma Naboo essendo predisposti per il collegamento alla piattaforma Nabook via Internet tramite Wi-Fi o rete cablata sono da considerarsi INDUSTRY 4.0 READY. Tale predisposizione permette di monitorare da remoto il funzionamento di ogni singola apparecchiatura e di memorizzare e processare i dati raccolti al fine di fornire diversi servizi; gestione ricette, dati cotture “HACCP”, riconfigurazione dei parametri di funzionamento e aggiornamento del software dell’apparecchiatura, segnalazione e diagnosi di malfunzionamento. Il progetto Naboo fa riferimento ad architetture Client/Server Web based. Concettualmente il funzionamento del sistema si basa sull’interazione tra un client integrato su ogni forno e un’applicazione Nabook in esecuzione su un server remoto che opera come un “centro servizi”. Una volta connesso alla rete il client sfrutta Internet per fare transitare una connessione protetta e affidabile verso il server. Il server raccoglie le informazioni dai diversi client, le memorizza in un database centralizzato le struttura e le rende disponibili attraverso una interfaccia web (Portale Nabook). I client possono accedere al sistema via Web da qualsiasi punto di accesso a Internet attraverso un normale browser (es. Edge, Chrome o Firefox).

Monitoraggio Automatico
Raccolta e rappresentazione sinottica in tempo reale di parametri funzionali tra i quali lo stato dell’apparecchiatura e processi; monitoraggio real time di apparecchiature e/o processi da remoto con connessione. on-demand (vedere nota 3).

Gestione Remota
Comunicazione bidirezionale necessaria per gestire aggiornamenti firmware/software e riconfigurazione da remoto di parametri di funzionamento e processi di cottura.

Dati HACCP
Report periodici a richiesta sui processi di cottura.

Service Remoto
Controllo remoto dello stato di funzionamento dell’apparecchiatura.

Autenticazione Utenti
Controllo di accesso al sistema mediante una fase di autenticazione preliminare che identifica utenti e determina livello e permessi relativi.

Gestione Dati
Memorizzazione dati in un database in formato standardizzato (es XML)
Esempi di dati gestiti, scambiati e trasmessi dal software:
– Gestione ricette
– Parametri di cottura
– HACCP
– Gestione Energy Monitor
– Parametri Tecnici
– Gestione allarmi

Nota 3: La possibilità di accedere al sistema via Web è garantita da qualsiasi punto di accesso a Internet da tutte le tipologie di terminali (pc, smartphone o tablet). La connessione di un forno al cloud è garantita in presenza di un dispositivo di accesso a Internet.

Conclusioni. La Gamma forni combinati Naboo è dotata di tutte le caratteristiche obbligatorie richieste.

– Controllo per mezzo di CNC e/o PLC;
– Interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica;
– Integrazione con il sistema logistico della fabbrica e/o altre macchine;
– Interfaccia uomo macchina semplice ed intuitivo;
– Rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza;
– Sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo remoto;
– Monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo.

 Rimane l’obbligo da parte dell’utilizzatore finale di attestare come implementa, interconnette e integra Naboo nel proprio processo produttivo.

Nel caso di Naboo la fabbrica è da considerarsi il locale e l’insieme di forni distribuiti in un’area geografica per cui l’interconnessione è un requisito soddisfatto perché il nostro forno scambia informazioni con sistemi interni (ad esempio mediante monitoraggio remoto) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente definite (ie TCP-IP e HTTP) Inoltre la macchina risulta identificata univocamente in modo da riconoscere l’origine delle informazioni attraverso standard di indirizzamento riconosciuti (ie indirizzo IP). Per quanto riguarda l’integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica, il requisito risulta soddisfatto in quanto il nostro forno risulta connesso con il cloud e con dispositivi di proprietà del cliente quali pc, smartphone o tablet. Da sottolineare che si tratta di integrazione informativa cioè scambio di dati o segnali e non necessariamente logistica.

Cosa deve fare il cliente per godere del beneficio dell’iperammortamento del 270% ?

Deve acquistare il forno Naboo dal 1 Gennaio 2019 fino al 31 Dicembre 2019 oppure deve emettere l’ordine e pagare un acconto maggiore del 20% entro il 31 Dicembre 2019 e metterlo in funzione entro il 31 Dicembre 2020.

Chiedere al venditore la Dichiarazione Lainox che il forno combinato Naboo rientra nelle specifiche della legge “ INDUSTRIA 4.0” richieste per l’Iperammortamento del 270%. (Da richiedere al Customer Care Lainox)

Inoltre si deve far preparare dal suo Commercialista un’attestazione che dimostri che il bene:

  • Possiede tutte le caratteristiche tecniche vincolanti previste dalla legge.
  • Sia interconnesso al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Quando deve essere fatta l’attestazione per l’iperammortamento del 270%?

L’attestazione deve essere fatta entro il periodo di imposta in cui il bene entra in funzione e viene interconnesso. Solo al momento dell’interconnessione vale l’iperammortamento del 270%; prima, con la sola apparecchiatura in funzione si applica il superammortamento del 130%.

I soldi risparmiati con il beneficio fiscale a chi vanno chiesti?

Non ci sono bandi e sportelli, i soldi non andranno richiesti; al beneficio si accede in automatico in fase di redazione di bilancio e tramite relazione sostitutiva del legale rappresentante. In pratica l’impresa per ogni anno di ammortamento del forno verserà meno soldi di tasse

E se il bene non ha le caratteristiche per usufruire dell’Iperammortamento?

In questo caso si può usufruire del Superammortamento del 130% e non richiede nessuna

particolare attestazione.

Richiedi qui la documentazione per la detrazione fiscale

SOLUZIONI PER LA QUALITÀ’ DELL’ARIA NEI LABORATORI DI CUCINA E TRASFORMAZIONE ALIMENTARE

Tempo di lettura: 5 minuti

La qualità dell’aria negli ambienti di lavoro

Matarrese fornisce le soluzioni innovative per depurare l’aria degli ambienti professionali in tutti i settori: dall’horeca , al sanitario, all’industria, all’ufficio.

E’ questo il caso in cui la tecnologia migliora lo stato di salute degli ambienti di lavoro, di conseguenza di tutti gli operatori che vi lavorano.

Realizzare solo un impianto di aspirazione creando depressione, vuol dire aspirare aria dai locali attigui e dall’esterno, la stessa potrebbe essere contaminata, pertanto l’aria aspirata deve essere integrata con aria d’immissione filtrata e adeguatamente trattata sia nel periodo invernale che in quello estivo

SETTORE RISTORATIVO ALBERGHIERO

COSA DICE LA NORMATIVA SULLA IMMISSIONE DI VAPORI DI COTTURA IN ATMOSFERA

Oggi non è più sufficiente saper fare bene il proprio lavoro in cucina.
La legge deve salvaguardare lo stato di salute di tutti gli operatori e noi della Matarrese sappiamo come risolvere questa situazione attraverso delle soluzioni tecnologicamente avanzate e molto efficienti.

Premesso che: tutti i punti che determinano emissione scarsamente rilevante di vapori/fumi/odori di cottura, prodotti della combustione derivanti da operazioni di cottura e assimilabili, devono essere dotati di idonei sistemi di aspirazione fumi e vapori, canalizzati in canne fumarie con sbocco al tetto, costruite conformemente alle regole di buona tecnica e alla normativa vigente.

Poiché il D.Lgs 152/06 non prevede alcuna deroga all’obbligo di immissione dei prodotti di combustione in canna fumaria, mentre per i vapori di cottura le norme UNI-CIG 7129/3, punto 4.1, e UNI-EN 13779/2008, punto A.2.3, se lo scarico a tetto non è possibile, consentono in deroga lo scarico di aria esausta diretto a parete secondo quanto previsto in UNI 7129/2.

 

Il DPR 25/07/1991 (modifiche dell’atto di indirizzo e coordinamento in materia di emissioni poco significative e di attività a ridotto inquinamento atmosferico) distingue gli impianti in due classi di appartenenza:

1 – impianti ad inquinamento atmosferico poco significativo,

2 – impianti ad inquinamento ridotto;

Inoltre nella Legge Regionale Puglia N. 7 del 22/01/1999 Articolo 1 Lettera A, vengono definiti i limiti di emissioni di sostanze odorigene in atmosfera ed esattamente: – 5 mg/mc per tutte le sostanze che hanno una soglia olfattiva di 0,0001 mg, – 20 mg/mc per le sostanze che hanno una soglia olfattiva di 0,001 mg. Naturalmente tutte le sostanze facenti parte del primo o secondo gruppo non devono essere sostanze tossiche. Le tecniche di abbattimento utilizzate NEI NOSTRI impianti si avvalgono sia di processi fisici consistenti in un percorso obbligatorio fatto dai fumi attraverso vari tipi di filtri, sia di processi chimico-fisici.

LE NOSTRE SOLUZIONI PER L’ABBATTIMENTO DEI FUMI

Il contatto dei fumi con l’ozono e con i carboni attivi.

Le due tecniche accoppiate riescono ad abbattere le sostanze odorigene con un’efficienza praticamente completa in quanto i principi di abbattimento e la progettazione accurata delle centraline permettono di raggiungere degli abbattimenti vicini al 99%; tutto ciò è dovuto al fatto che ogni centralina è progettata per risolvere il singolo problema, calcolando in modo preciso sia velocità dei fumi e tempo di contatto sia con l’ozono e sia eventualmente con i carboni attivi.

1. LA TECNOLOGIA UV

LA TECNOLOGIA UV è in grado di risolvere in modo permanente i problemi causati dai grassi e dagli odori nelle cucine professionali.  I sistemi UV sono sistemi di abbattimento con lampade UV particolarmente efficaci ed efficienti; effettuano la fotolisi dei grassi derivanti da vapori di cottura, quindi degli odori da essi generati.

L’applicazione di questa tecnologia UV nel trattamento dei fumi, provenienti da cucine, si basa sul flusso fotonico UV sotto vuoto alla lunghezza d’onda di 185 nm generando OZONO, rompono molecole a catena lunga per fotolisi diretta, che con la sua elevata energia riesce a disgregare (ossidandoli) i composti organici indesiderati, scomponendoli in elementi inerti.
Questi vengono trasformati in composti di anidride carbonica e vapori acqueo, che perdono le caratteristiche di “odore non desiderato” facilitandone la miscelazione con l’aria di espulsione. È lo stesso processo che la natura usa per pulire le emissioni dall’atmosfera.

COME SI INSTALLA

Il modulo emettitore UV-C+Ozono si installa all’interno della cappa, a valle del filtro inox a labirinto, in tal modo, le superfici all’interno della stessa rimangono pulite, con capacità di fornire la performance ottimale ad alte temperature dei fumi, fino almeno a 80°C, rendendosi perciò molto adatte alle condizioni tipiche che si trovano in questo ambiente.

Le caratteristiche sopra esposte permettono ai sistemi UV di fornire e mantenere un output UV ottimale e costante, inoltre l’utilizzo di appositi sensori consente di operare in sicurezza.
Il sistema UV naturalmente interagisce con l’impianto di aspirazione, ed è studiato in modo da entrare in funzione esclusivamente quando la cucina è funzionante; ciò garantisce al contempo sicurezza e risparmio energetico.
I sistemi UV sono stati progettati nel rispetto della norma DIN 18869-7 come presidio per ridurre il rischio d’incendio, grazie ad un abbattimento dei grassi fino al 99,9% oltre che di funghi, muffe, batteri e virus e degli odori fino al 95%.

2. LA TECNOLOGIA A CARBONE ATTIVO

In questa tipologia di macchine, per le particelle solide in sospensione, l’azione filtrante viene eseguita meccanicamente dai prefiltri e filtri con efficienza G4 e F9, mentre per quanto riguarda le sostanze volatili, la tecnologia dell’assorbimento si basa sulla proprietà del carbone attivo di trattenere la maggior parte delle sostanze organiche volatili e gassose e sull’alto punto di evaporazione delle stesse.
I carboni attivi sono dei prodotti industriali chimicamente inerti, essenzialmente composti da carbonio con struttura porosa molto sviluppate. Essi presentano quindi, una superficie interna molto estesa, la quale fornisce al prodotto il potere di assorbimento. I pori di dimensione variabile costituiscono la parte attiva per l’assorbimento. A seguito della conformazione dell’unità filtrante, consentirà di trattenere sia le eventuali particelle solide in sospensione che l’assorbimento delle sostanze volatili, riuscendo a depurare e deodorizzare gli eventuali residui provenienti dalla depurazione UVC+Ozono, in maniera sostanziale i vapori di cottura o fumi prodotti.

CAPPA CUCINA CON SISTEMA LAMPADE UVCS +OZONO INTEGRATE NELLA STESSA

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Chiamaci al: 393 9724851

Saremo lieti di trovare la soluzione più adatta al tuo ambiente di lavoro.

domenico.matarrese@matarrese.it

Il racconto dell’esperienza diretta nel’Istituto alberghiero di Brindisi

Tempo di lettura: 2 minuti

Come la tecnologia sposa la Tradizione

Peccato che non si possa sentire l’odore ed il sapore di questi pasticciotti tipici salentini.

Ci credete che sono stati cotti nello stesso forno Naboo in cui è stata affumicata della carne?

Dopo la cottura delle carni in modalità smokegrill ed il lavaggio automatico, i pasticciotti avevano tutta la pienezza del loro gusto, senza alcuna contaminazione.

Inaugurazione laboratorio multimediale di cucina

 

L’abbiamo sperimentato insieme martedì 15 gennaio durante  un interessante Naboo challenge presso il laboratorio dimostrativo multimediale di cucina dell’ l’I.P.S.S.E.O.A.di Brindisi, appena inaugurato alla presenza del preside e del corpo docente. Siamo fieri di esser stati  scelti dall’Istituto per consigliare come ottimizzare il lavoro dei nuovi cuochi, dotando il laboratorio di attrezzature professionali all’avanguardia, tra cui il Naboo di Lainox, un vero device di cottura.

Titolo

I vantaggi di Naboo

L’appuntamento è stato un modo per vedere, toccare e gustare i prodotti cotti con Naboo, valutando tutti i vantaggi che si ottengono in cucina.

Organizzazione: in una sola macchina si ottimizzano le cotture, i tempi, le rese, grazie anche alla connessione in wi fi .

Stress: Naboo avvisa quando avviare le cotture e quando sono pronte, permettendo al cuoco di svolgere altre mansioni.

Food cost: usando diverse tipologie di cottura si ottiene una resa migliore del prodotto, ottimizzando anche i tempi.

Energia: Naboo permette di controllare i consumi di ogni tipologia di cottura con un notevole risparmio energetico.

Qualità: ne consegue che ottimizzando il modo di lavorare, la qualità del prodotto è sempre costante e di ottimo livello.

Scopri la data del prossimo Naboo challenge.

Miyabi: la bellezza della affilatura giapponese

Tempo di lettura: 1 minuto

Sai perché scegliere un coltello Miyabi?

Ecco 10 buoni motivi:

  1. Competenza: Miyabi è un noto marchio di coltelli di primissima qualità, prodotto in Giappone;
  2. Tradizione: Combinazione tra tecnologia tedesca e l’artigianato giapponese;
  3. Design: Progettati con Chef giapponesi;
  4. Affilatura: lame sottili in autentico profilo giapponese per una affilatura eccezionale;
  5. Materiale: Fabbricati in acciaio di altissima qualità con impugnatura in materiale pregiato;
  6. Tecnologia: Lame temprate con specifico trattamento di raffreddamento criogenico friodur a -73°c;
  7. Ingegneria: lame affilate con precisione;
  8. Precisione: Lama lavorata a mano con affilatura Honbazuke;
  9. Lavorazione: solidità, design senza tempo, perfetta finitura e impugnatura;
  10. Gamma di prodotti: completa, include forme indispensabili di alta qualità.

Chiamaci: tel. 080 4323431

per verificare la disponibilità in sede

Strumenti di cottura: ad ogni forma, una funzione.

Tempo di lettura: 5 minuti

Casseruola alta ad 1 manico

casseruola alta

Metodo di cottura

Brasare • Cuocere al forno • Arrostire • Gratinare • Stufare

Materiali

• ALLUMINIO • RAME • ALUINOX • ANTIADERENTE • COPPER3 • ACCIAIO INOX • PIETRA OLLARE • GHISA

Detta anche casseruola alla russa, ha un manico unico e lungo, ideale per tutte quelle preparazioni dirette da eseguire su fiamma o induzione. La versione a un manico è molto utilizzata per confezionare salse, tirare fondi, mescolare composti, confezionare creme. Sono maneggevoli e polivalenti e si prestano a diverse tipologie di cotture.

Casseruola bassa a 2 maniglie

Metodo di cottura

Brasare _ Cuocere al forno _  Arrostire _ Gratinare _ Stufare_Mantecare

Materiali

ALLUMINIO_RAME_ ALUINOX_ ANTIADERENTE_COPPER3 _ACCIAIO INOX__GHISA

Chiamata anche rondeau, adatta per salse e creme che richiedono una rapida vaporizzazione. È molto utilizzata per confezionare salse, tirare fondi, mescolare composti, confezionare creme. Sono maneggevoli e polivalenti e si prestano a diverse tipologie di cotture.

Casseruola alta a 2 maniglie

Metodo di cottura

Brasare _ Cuocere al forno _  Arrostire _ Gratinare _ Stufare

Materiali

ALLUMINIO_RAME_ ALUINOX_ ANTIADERENTE_COPPER3 _ACCIAIO INOX_ PIETRA OLLARE _GHISA

È molto utilizzata per confezionare salse, tirare fondi, mescolare composti, confezionare creme. Sono maneggevoli e polivalenti e si prestano a diverse tipologie di cotture.

Pentola

Metodo di cottura

Affogare _ Bollire _Sbianchire _ Marinare _Salamoie

Materiali

ALLUMINIO _ACCIAIO INOX

Nella pentola sono posti liquidi da far bollire per molto tempo, per mantenere acqua bollente o brodi sempre a disposizione delle cucine.

Pesciera

Metodo di cottura

Bollire _Stufare _ Cuocere al forno e al vapore

Materiali

ALLUMINIO _RAME _ ACCIAIO INOX

Deve essere leggera e maneggevole. Adatta per la cottura bollita, au bleu, affogatura, in court buillon. Alcune sono adatte per la cottura al forno o brasata. La griglia al suo interno permette anche la cottura dolce al vapore.

Rostiera

rostiera

Metodo di cottura

Brasare _Stufare _ Arrostire_ Cuocere al forno e al vapore

Materiali

ALLUMINIO _RAME _ ACCIAIO INOX_ ANTIADERENTE

È impiegata indifferentemente per cotture su piano o in forno. La brasiera, una rostiera che ha i bordi alti circa il doppio, permette la cottura di eccellenti brasati. Mentre la versione a bordi bassi, detta teglia, serve per la cottura in forno.

Casseruola ovale

Metodo di cottura

Brasare _Stufare _ Arrostire_ Cuocere al forno e al vapore _Gratinare

Materiali

ALLUMINIO _RAME _  ANTIADERENTE

Recipiente per forma e caratteristiche usato per cotture a fuoco dolce. La forma viene utilizzata per contenere determinati ingredienti che siano in simbiosi con la stessa (arrosti, polli, faraone ecc.) La praticità e la bellezza della forma consente l’utilizzo direttamente in tavola.

Tegame

Metodo di cottura

Arrostire _Brasare _Stufare

Materiali

ALLUMINIO_RAME_ ALUINOX_ ANTIADERENTE_COPPER3 _ACCIAIO INOX__GHISA _PIETRA OLLARE

Il tegame è un tipo di strumento usato in cucina, affine alla casseruola bassa. Caratterizzato da: fondo ampio, pareti non molto alte, due manici e può essere dotato di coperchio. Viene utilizzato per cotture che non richiedano la bollitura, in particolare per pietanze di carne e verdura.

Wok

wok

Metodo di cottura

Friggere

Materiali

ALLUMINIO_ ANTIADERENTE_ ACCIAIO INOX_FERRO

È uno strumento di cottura che nella tradizione è completamente semisferico e costruito in ferro.
Nella cucina moderna esiste con un piccolo fondo piano, necessario per adattarsi alle fonti di cottura tradizionali, rendendo lo strumento più polivalente e capace di gestire diverse tipologie di cottura.
Ideale per cotture dinamiche. Consente di mantenere a lungo il calore nella versione in ferro.

Padella dritta

padella

Metodo di cottura

Caramellare_ Friggere _Arrostire

Materiali

ALLUMINIO_ FERRO_ ALUINOX_ ANTIADERENTE_ ACCIAIO INOX_RAME _ COPPER3

Di forma circolare, ha un solo manico, bordi alti e dritti con fondo largo e piatto. Ideale per friggere.
In alluminio garantisce un’omogenea distribuzione di calore. In base alle dimensioni possiamo impiegare quella in ferro per la cottura al salto di sostanze non ricche d’acqua e per friggere.
La padella in alluminio antiaderente viene solitamente impiegata per una cucina espressa e veloce, per contorni brasati al burro.­
Una cucina che svolge un lavoro à la carte sicuramente dovrà adottare padelle del genere, è in assoluto lo strumento più duttile

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Promozione Lainox Rottamazione

Tempo di lettura: 1 minuto

Se hai intenzione di cambiare il tuo vecchio forno, adesso c’è la convenienza giusta per farlo.

Approfitta della promozione : il tuo vecchio forno vale fino a € 1000.

Lainox ti aiuta a vincere le sfide in cucina e ad essere più efficiente con il nuovo Naboo reloaded .

Sostituendo il tuo vecchio forno con il nuovo Naboo reloaded oppure Aroma Naboo reloaded

 

 

L’arte dolce di Amaury Guichon

Tempo di lettura: 1 minuto

Come fare a non innamorarsi di una arte del cioccolato così raffinata?
Godetevi il racconto di una creazione.

A pochi giorni di distanza dal corso tenutosi presso il laboratorio di Istituto eccelsa, 

“La Pasticceria Internazionale di Amaury Guichon”

Master di alta formazione professionale sulla pasticceria internazionale,

rimangono racconti per immagini, dove la maestria di un giovane pasticcere appassionato incanta gli occhi.

Se vuoi conoscere il catalogo completo degli stampi autunno inverno Silikomart

Foto di Franz Gustincich

Formazione interna: Lainox e Matarrese, vita professionale ed umana.

Tempo di lettura: 4 minuti

Conosciamo il team

Tutto è pronto per un appuntamento di formazione interna del nostro personale.
Vi assicuro che è difficilissimo riuscire a trovarci insieme per più di 2 ore nella stessa stanza, perché Vito Matarrese è spesso impegnato tra clienti da visitare in esterna e trasferte in aereo; Domenico Matarrese è spesso sul fronte dei cantieri per risolvere problematiche relative al trattamento aria; Franco Angiulli, permettetemi di definirlo il “dottore dei forni” conosce così bene l’anatomia e la “biologia” di queste apparecchiature, che, chi ha avuto il piacere di fare la sua conoscenza converrà con me.

Forse non molti di voi conosceranno uno dei figli di Vito Matarrese, Gianni, che si occupa di un settore in forte espansione: la trasformazione alimentare. Roberto invece è il figlio di Domenico e si dedica alla progettazione degli spazi funzionali dei laboratori, come anche degli arredi delle attività.

Dal progetto alle soluzioni

Roberto e Nico progettano spesso insieme laboratori cucina di ristoranti, gastronomie; danno nuova vitalità produttiva a macellerie, che vogliono innovarsi con la cottura, per offrire un servizio sempre più completo al cliente finale. Così il progetto passa in mano a Giuseppe, che sviluppa, insieme al cliente, soluzioni vicine a rendere il lavoro del professionista, il più agevole possibile. Come? Quando vengono da noi pasticceri, che hanno bisogno di un prodotto sempre disponibile e sicuro, insieme al forno, Giuseppe suggerisce di avere un aiuto insostituibile in ogni laboratorio: l’abbattitore Neo. Cosa fa? Invece di obbligare il pasticcere ad alzarsi presto al mattino, per preparare i cornetti o decongelarli con tempi adeguati a quelli della prima colazione, Neo permette un decongelamento lento durante la notte ed in sicurezza in camera chiusa. Così il pasticcere può controllare  lo scongelamento dei cornetti,  mantenendo intatte le caratteristiche organolettiche, così si ottimizzano le scorte evitando inutili sprechi.

Chi è venuto agli incontri di aggiornamento dimostrativi dei forni, avrà sicuramente ricevuto un invito o una chiamata da me, mi chiamo Angela e mi occupo della comunicazione della nostra azienda.

Naturalmente c’è Vito Norvedi, sales manager area sud Italia per Lainox, nonché chef tecnico Lainox, nonché chef ed amico di lunga data qui, presso i nostri laboratori Matarrese. Infatti abbiamo piacevolmente ricordato insieme, quando si è ritrovato tra i coltelli da cucina anche un microfono, per poter presentare un corso dimostrativo Lainox. Erano gli albori, ma Matarrese e Lainox hanno sempre cercato di fare incontri che, oltre ad una informazione sui prodotti, potessero dare qualcosa in più al cliente: la soddisfazione di ritornare nel proprio laboratorio e sapere di aver conosciuto qualcuno a cui affidare i propri sogni o semplicemente sapere che migliorare la qualità di vita professionale è cosa possibile.

Curiosi di sapere di cosa abbiamo parlato?

Si è parlato di “ciò che tiene in vita” Lainox, azienda leader nei sistemi di cottura ed è proprio nel 1981 che nasce a Vittorio Veneto, Treviso. Si specializza subito nella progettazione e realizzazione di attrezzature per la ristorazione professionale, in particolare forni misti. Da subito si distingue per un forte spirito imprenditoriale e qualità di innovazioni, che le consentono di ottenere risultati immediati e di raggiungere rapidamente considerevoli quote di mercato sia in Italia che all’estero.

Vito Matarrese, che ha vissuto il suo nascere in diretta, ci regala il piacere di aneddoti relativi alla creazione del gruppo Ali,  composto attualmente da 76 aziende, di cui 57 sono aziende produttive e Lainox è tra queste.

Oltre a parlare della storia aziendale, della sua scelta di abbracciare l’innovazione per migliorare la vita del professionista, abbiamo parlato soprattutto di persone come voi, che avete scelto di fare parte di questa famiglia.

Come in tutte le famiglie, le unioni generano scambi, emozioni, storie. E’ il caso di quella che ci ha regalato un nostro affezionato e storico cliente Mario D’oria. Vi invito ad ascoltarla con questo suo pensiero:

Case history Mario D’Oria. Storia di una passione.

“Io non cerco di insegnare loro un lavoro, ma una passione per il lavoro”.
Per conoscere i prossimi appuntamenti con il Naboo Challenge vai nella pagina Eventi

Leggi la case history di Profumi dal ponte