Da semplice cuoca a Lady Chef gourmet _ Case history Il Pashà

Tempo di lettura: 4 minuti

“Ho confortato la famiglia, dicendo: dai, ci provo io a mettermi ai fornelli!”

Sono le parole che ha espresso Maria Cicorella, quando racconta la motivazione che l’ha condotta a intraprendere la strada che, da semplice cuoca di casa, l’ha fatta diventare una chef gourmet.

Credere nella forza di una donna, una mamma, che riesce a mettersi in gioco per prendere in mano la gestione del ristorante Pashà è il primo passo per capire la storia di un ristorante dalla esperienza storica a Conversano.
Il Pashà esiste infatti da 20 anni ed è nato in una posizione fortunata: si trovava di fronte a uno scenario storico-artistico unico, quello del Castello Aragonese. Dal  2016 ha spostato la sua sede in un altro luogo parimente pregevole per notorietà storica: il Seminario Vescovile di Conversano.

Con le loro parole, vi raccontiamo la storia del  successo di un prestigioso ristorante, non solo imprenditoriale, ma anche familiare, che ha saputo tenere ben salde le radici della terra di Puglia, che elogia da sempre il buon cibo e il valore della famiglia.

Pensiamo che questa formula possa essere un esempio per tante persone, che vogliono abbracciare un progetto professionale altrettanto felice, ma anche impegnativo, nella ristorazione.

“La storia comincia a fine anni Novanta con un bar, una cucina piccola e un sogno gigante che, dalla collina di Conversano, guardava lontano: ritagliarsi il proprio spazio nel mondo della buona cucina.

Antonello era giovane e ostinato, abbastanza da trascinare tutta la famiglia Magistà in un’avventura folle. Pazza al punto da trasformare il suo soprannome in un nome: era il 16 maggio del 1998 e in Piazza Castello inaugurava Pashà.

Nomen, omen. Perché presto quella cucina piccola sarebbe diventata il focolare della Casa Ristorante in cui – non vi è miglior modo di spiegarlo – si sta “bene come un Pashà”.

Mamma Maria fu un autentico miracolo: si trasformò da massaia a chef, in un duetto di empatica alchimia con il suo Antonello. Era il 2013 e in quella cucina piccola si raggiungeva un traguardo grande: il Pashà entrò nella guida degli stellati d’Italia.

Il ristorante in Piazza Castello era un nugolo irripetibile di persone e luoghi, incastonato a 219 metri sul livello del mare: poco più di 20 posti a sedere che in posizione panoramica guardavano a est, verso il Mediterraneo. Chi mai avrebbe potuto rompere un incantesimo simile?!

Non fu Antonello, non fu Maria. Fu il sogno gigante a portarli in una nuova sede, pochi metri più distante, giù al Seminario Vescovile, all’ombra del Castello. Lì la storia del Pashà fu abbracciata dai secoli già scanditi di quella monumentale struttura.

Chi conosce il Pashà ben conosce come la sfida sia una componente imprescindibile del suo genoma: cuore e testa, passione e ambizione, hanno permesso di tracciare un cammino in cui i colpi di scena rappresentano un’ assurda costante.

E forse, è proprio la follia di questo piccolo universo, che porterà in queste mura il cuore impavido di Antonio Zaccardi, ormai ex sous chef di Enrico Crippa, che da poche ore ha ufficializzato il suo arrivo qui a Conversano.

Oggi, quasi al rintoccare dei 20 anni di attività, Antonio entra nella cucina della Casa Ristorante al fianco di Maria Cicorella. Non sappiamo chi dei due prenderà a braccetto l’altro, sappiamo si tratta di un’unione inedita.

L’unione di due universi culinari che, con i piedi ben saldi in terra di Puglia, guardano al mondo con una nuova prospettiva.”

Chi prende l’impegno di occuparsi giornalmente di buona cucina, selezionando soprattutto le materie prime, non fa soltanto un buon lavoro professionale, ma compie un gesto di rispetto e civiltà verso l’etica di un territorio. A noi della Matarrese, che ci occupiamo da 35 anni di ristorazione, affascinano le storie che parlano di territorio, buona cucina e motivazione personale.

“Antonello, è stato il primo a credere in me” dice Maria Cicorella , parlando del figlio, responsabile del ristorante.

La scelta professionale di Maria non si spiega soltanto seguendo le logiche della maternità, va ben oltre.
“Passavo le notti a studiare i libri dei grandi chef. Le tecniche, che loro elaboravano, di cui io non ero a conoscenza, erano motivo di spunto per i miei esperimenti”.

Maria e Antonello ci fanno intendere che crescere si può, anche in una terra che a volte può risultare sorda all’innovazione, come spesso succede al Sud.
Madre e figlio, come tanti altri professionisti che abbiamo avuto la fortuna di conoscere, hanno voluto guardare e investire nelle potenzialità di una terra rigogliosa di materie prime ottime, paesaggi ricchi di storia e bellezze architettonico-naturali.

Abbiamo conosciuto professionalmente Antonello e Maria, quando hanno dovuto intraprendere un ennesimo cambiamento, ovvero il cambio sede, sofferto, ma necessario, presso la sede del Seminario Vescovile di Conversano nel 2016.
Siamo felici di aver potuto abbracciare il loro progetto, con il contributo della nostra consulenza, sia per alcuni elementi fondamentali della cucina, come anche per opere relative al trattamento aria.

 

 

CASE HISTORY | Azienda agricola Scisci

Tempo di lettura: 2 minuti

“Chi lavora con le sue mani è un lavoratore….
Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano….
Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista…..”

Oggi vi raccontiamo una storia, davvero accaduta, a proposito di questa frase.

“Ho conosciuto una donna di appena 70 anni, che produceva un alimento tipico pugliese.
Lei era seduta su di una sedia in paglia e lavorava, con amore e dedizione, su di un tavolo in legno, nel suo laboratorio di trasformazione alimentare .

Mi fece assaggiare questo prodotto, peperoni ripieni di tonno, di cui non conoscevo l’esistenza, non essendo pugliese e mi chiese il suo parere. Ne sono rimasto subito estasiato.
Poi mi chiese:

“Le mie mani incominciano a diventare vecchie, come posso fare per produrre in maniera più veloce?

Le ho consigliato come poteva migliorare il suo modo di lavorare, con meno fatica e maggiore resa.
Voglio dirvi, innanzitutto, che lei aveva le idee chiare su una cosa: credeva nel suo progetto, nel valore del suo prodotto, nella nostra Puglia e voleva impegnarsi ad investire in questo piano di lavoro.
E sapete cosa è successo? In 10 anni di successi, oggi è un marchio riconosciuto, che ha riscontrato consensi e riconoscimenti di premi anche a livello internazionale.

Ma la cosa che più mi è rimasta nel cuore, oltra alla soddisfazione per averla saputa aiutare nel raggiungere i suoi traguardi professionali, è quello che mi ha detto, in risposta ad una mia domanda.

Le ho detto:

“Ma con tutti i riconoscimenti di qualità che hai ricevuto sui tuoi prodotti tipici, perché non partecipi alla fiera Sana di Bologna?”

Lei mi ha detto con umiltà e pienezza in cuore:

“Io non  sono mai uscita dalla Puglia, ma sono felice che i prodotti, delle mie mani, siano giunti in tutto il mondo; hanno viaggiato più di me e questo mi basta. Tutto quello che ho fatto è per i miei figli”

Questa è la storia dell’ Azienda Agricola Scisci di Monopoli.

Per saperne di più sulla azienda agricola scisci, visita il link: https://www.facebook.com/Azienda-Agricola-Scisci-1917149618514703/

Case history-Pasticceria Caroli: la ricetta per un trionfo goloso

Tempo di lettura: 3 minuti

“Oggi parliamo di una ricetta golosa: metti 1 pasticcere siculo, 1 pasticcera della valle d’Itria, tanta passione, 1 laboratorio artigianale impeccabile, 1 variegata vetrina espositiva di dolci, molti kg. di professionalità, competenza, quintali di gentilezza e il gioco è fatto.

Detta così sembra facile la ricetta per diventare pasticceri con una certa fama, ma Sebastiano e Rina hanno studiato ed affinato da anni la formula vincente della loro pasticceria Caroli.

Conosciamoli meglio. Rina Claudia è nativa di Locorotondo e Sebastiano Valvo è siculo: provenienti quindi da 2 terre del Sud Italia dove la tradizione e l’artigianalità sono ancora fortemente sentite e radicate.

Tradotto tutto ciò nell’ambito pasticcere  non può che trovare consenso in una clientela attenta alla qualità della materia prima. Rina e Sebastiano hanno saputo fare meglio, coniugando il rispetto delle ricette della pasticceria tradizionale con l’utilizzo di attrezzature tecnologiche che sostengono e valorizzano il loro lavoro certosino.

Rina e Sebastiano vivono una realtà professionale di gran successo e con una ammirevole stima, da parte nostra, per essere capaci di far vivere insieme passione professionale e vita privata.

Entrando nella loro piccola, ma curata, pasticceria si ha già la sensazione di essere coccolati per la varietà dei colori, fragranze che riempiono le vetrine espositive. L’occhio non sa dove fermarsi, conquistato dalla minuziosità della pasticceria mignon, dalle torte sublimi, ai prodotti di gelateria e tanto altro ancora.

Qualche anno fa nel 2011 la pasticceria Caroli ha scelto Matarrese per rinnovare l’arredo con vetrine espositive moderne, eleganti e dalle linee squadrate che valorizzano i dolci, pur nello spazio ridotto del loro locale.

Gli chiediamo:

  1. Da cosa è nata l’esigenza dell’arredo progettato insieme alla Matarrese?

Era da tempo che pensavamo di cambiare immagine per soddisfare nuove esigenze lavorative. Un incontro casuale in fiera ci ha colpito: gentilezza, professionalità ed innovazione del personale dell’azienda Matarrese hanno fatto sì che questo sogno si realizzasse.

Rina e Sebastiano, soddisfatti di aver concretizzato il loro sogno di arredo moderno e funzionale nella loro pasticceria, avevano l’esigenza di ottimizzare la cottura dei loro prodotti. Ancora una volta hanno ascoltato il consiglio tecnico di Vito e Domenico Matarrese, orientato su un forno innovativo, ad alta tecnologia, che ben si coniuga con uno stile di vita rispettoso dei tempi di un professionista, che vuole programmare il suo lavoro e ricavare tempo libero per la cura del cliente. Vi assicuro che loro riescono a farlo perché vi accolgono sempre con un sorriso.

  1. Come è cambiata la vostra qualità di vita professionale con il forno Aroma by Naboo di Lainox sapendo che eravate abituati ad un forno di altra tipologia?

Tutte le parole spese in favore del forno Lainox si sono trasformate in realtà. Abbiamo ottimizzato le cotture, i consumi, i tempi delle preparazioni e tutto ciò si trasforma in positività durante la giornata, poiché è un aiuto concreto per il nostro lavoro in pasticceria..

  1. Come valutate la qualità dei servizi di progettazione, fornitura e post-vendita della Matarrese, se e perché consiglierebbe di rivolgersi a noi?

Che dire? Tutto perfetto!!! Hanno soddisfatto tutte le nostre richieste senza abbandonarci nel post-vendita.